Per una Teoretica del Karate - ACKTI Associazione Culturale Karate-do Tradizionale Italia

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filosofia e arti marziali
“PER UNA TEORETICA DEL KARATE La filosofia del karate origine e attualità"
di Nello Zavattini.

Non è sicuramente una lettura facile il libro “Per una teoretica del karate”, scritto da Nello Zavattini, dottore in Lingue e letterature orientali e istruttore 3° dan di karate. Non può esserlo, perché analizza la pratica del karate tradizionale alla luce del buddhismo Zen di cui è adepto e fondatore del Centro Zen di Rimini. Tuttavia, nonostante la densità ela profondità dell’argomento, può diventare una lettura appassionante per tutti i praticanti e insegnanti di karate insoddisfatti della mera prospettiva sportiva della propria disciplina.
L’opera è suddivisa in 13 capitoli, che esaminano i vari momenti, aspetti e problematiche del karate-do alla luce di alcuni principi fondanti: “impermanenza, origine dipendente, estinzione dell’ego” (pag.13) Non è questa la sede per approfondire questi concetti che risulteranno chiari dopo aver letto l’opera del dottor Zavattini, tuttavia vorrei almeno chiarire che per impermanenza si intende la transitorietà dei fenomeni; con il concetto di “origine dipendente” il buddhismo afferma che tutta la vita è in costante relazione reciproca; per quanto riguarda infine l’estinzione dell’ego, ho trovato su un sito di judo tradizionale questa bella spiegazione:
“ I Giapponesi chiamano questo schermo “l’io che osserva - l’io che interferisce” e solo quando esso è stato rimosso, mediante un allenamento condotto secondo speciali tecniche, l’individuo, divenuto esperto, potrà perdere quel senso di consapevolezza che normalmente accompagna le sue azioni: allora il circuito sarà libero, l’azione si attuerà senza sforzo, dirigendosi univocamente e infallibilmente a realizzare il suo scopo, e risulterà un’azione fedele e completa dell’immagine che colui che agisce si era mentalmente prefigurata”.
Nel primo capitolo del libro, l’autore discute l’importanza dell’etichetta (in giapponese Reishiki), concentrandosi sul significato del saluto, rei, a proposito del quale scrive “ rei manifesta l’essere, la persona di ogni latitudine... è capire se stessi, il senso del proprio esserci, che significa realizzare l’evanescenza e transitorietà di ogni cosa e starci dentro... vedere l’insostanzialità di tutto senza astrarsi dal partecipare con tutto se stesso”.
Il capitolo 2 è dedicato alla pratica, Shugyo, definita come “una metodica sperimentata nel tempo che educa alla realizzazione di una dimensione esistenziale universa e inattaccabile dal passare del tempo (...) Lo shugyo consiste di una pratica tesa al superamento del dualismo mente-corpo e soggetto-oggetto, capace di realizzare la piena integrazione e unità di mente, corpo, fenomeni,condizione definita nella via del karate “shin gi tai” (corpo, tecnica, spirito). Nello stesso capitolo l’autore ipotizza nella pratica buddhista di camminare continuamente intorno a un’immagine sacre salmodiando mantra “la proto origine dei nostri kata” (pag.17) o i “tremila pugni, i mille calci, i cento kata” praticati quotidianamente dal Maestro Shirai presso il Maestro Kase.
Per ragioni di tempo e spazio non ci è possibile riassumere qui i tredici capitoli dell’opera, ma per rassicurare i lettori meno agguerriti vorrei aggiungere che molte parti del libro sono più discorsive, ad esempio i capitoli dedicati ai bambini (né gioco né sport), al kata (combattimento, non coreografia), al kumite: “durante un combattimento si è soli con la propria libertà e i propri limiti e questo è un momento topico per verificare chi siamo, valeadire la nostra identitàcon quello che stiamo facendo e quali sono le nostre condizioni,le nostre caratteristiche, il nostro spirito, il carattere”.
La lettura di “Per una teoretica del karate” fornirà validi argomenti a chi, come noi, è convinto che il karate-do abbia da insegnare ai propri adepti qualcosa che travalica,edi molto, la dimensione sportiva. Un suggerimento per la prossima edizione: aggiungere un glossario in calce all’opera.

Nello Zavattini, PER UNA TEORETICA DEL KARATE – La filosofia del karate origine e attualità, OM edizioni
 
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