Mokuso: il silenzio della mente - ACKTI Associazione Culturale Karate-do Tradizionale Italia

Vai ai contenuti

Menu principale:

filosofia e arti marziali


MOKUSO: IL "SILENZIO DELLA MENTE"

Milioni di persone hanno forse intuito, vedendo il film “L’ultimo samurai” con Tom Cruise, che nelle arti marziali la massima efficacia può essere raggiunta solo attraverso il distacco mentale (“No mente, No mente!).
Per questo motivo le arti marziali giapponesi prescrivono prima della pratica quotidiana della disciplina il MOKUSO (moku = silenzio, so = pensare).

Questo importante esercizio meditativo ricopre la funzione di “ponte” o di “traghetto”, nel senso che dovrebbe traghettare la mente del praticante dal vissuto quotidiano alla concentrazione totale che la pratica impone. La mente non può, ovviamente, essere annullata, però può riuscire a tacitare il pensiero spontaneo e incontrollato, permettendo la necessaria focalizzazione sul ‘vissuto marziale’.

La pratica del Mokuso è estremamente ‘arida’, semplice, ma allo stesso tempo ardua. Coltivando la percezione del respiro e la corretta postura nella posizione di ‘seiza’ (scomoda e all’inizio alquanto dolorosa) viene modificato lo spazio della mente: essa ‘si espande’ svuotandosi nel contempo dai pensieri ricorrenti e ripetitivi, fino a raggiungere uno stato di profonda serenità, distacco e calma interiore.



MEDITARE VUOL DIRE “OSSERVARE”



«La meditazione è l’arte o la tecnica di calmare la mente in modo da placare il brusio interminabile
che normalmente riempie la nostra coscienza.
Nella quiete di una mente silenziosa, chi medita inizia a diventare un osservatore, a raggiungere
una condizione di distacco e infine a essere consapevole di uno stato di "coscienza superiore"».
(Dr. Brian Weiss)

 
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu