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Karate, Tode, Todi... la mano vuota

filosofia e arti marziali
Karate, Tode, Touidi, Ti e chi più ne ha più ne metta. Approfitto ancora dell'esaustiva intervista di Mc Carthy, sempre per la traduzione di Marco Forti (che sentitamente ringrazio) per fornire una sorta di aggiornamento linguistico e non solo circa alcuni termini utilizzati in tale ambito. Di fatto si riprende quello che di tanto in tanto ho definito !Quark Marziale":
"RADICI, PREFISSI e SUFFISSI
Per chi non avesse dimestichezza con la grammatica, la radice è la parte di una parola che ne contiene il significato o la definizione. Il prefisso è un elemento posto prima della radice, che modifica il significato della parola o ne crea una nuova. Il suffisso è un elemento posto dopo la radice, che cambia sia il significato che la funzione della parola.
Ne faccio menzione qui perché due prefissi distinti (Tou/唐 e Kara/空) e due suffissi unici (jutsu/術 e do/道) hanno apportato significato e prodotto confusione alla radice della parola “Te” (手).
Analizziamoli ora più da vicino.
“Te” – I prefissi e suffissi - Ci sono due diverse grafie accettate per scrivere “Te” in lingua giapponese (con ideogrammi di origine cinese):
la prima grafia è 唐手術 e viene pronunciata Toute-jutsu/Toudi-jutsu o Karate-jutsu: era comunemente utilizzata ad Okinawa prima della Seconda Guerra Mondiale e nella madrepatria giapponese fino ai primi anni trenta del secolo scorso.
La seconda grafia è 空手道 e viene pronunciata Karate-do: divenne il nome moderno dell’Arte per opera dei giapponesi nel 1933, nome che sarebbe stato adottato anche ad Okinawa dal 1936.
Si noti che ogni grafia si compone di tre ideogrammi separati:
1) 唐手術
2) 空手道
Definizione della prima grafia. Il primo carattere (唐), significa letteralmente Tang (la dinastia cinese che governò l’Impero cinese dal 618 al 907), ed era uno dei modi comuni con cui i Giapponesi e gli abitanti di Okinawa si riferivano alla Cina e/o descrivevano, usandolo come prefisso, cose cinesi. Nonostante una teoria suggerisca che il “Te” sia poco più che un’evoluzione locale della boxe siamese antica, si ritiene che il prefisso Tang rappresenti la fonte originaria del “Te” (vale a dire la Cina del periodo Tang). In giapponese Tang è pronunciato Tou e/o Kara; come in Kara-te e/o Tou-te/Tou-di. È interessante notare che lo stesso ideogramma è usato anche nel nome dell’arte di combattimento coreana Tang Soo Do (唐手道).
Il secondo carattere, in entrambe le grafie (手), significa “mano” o “mani” e, come precedentemente ricordato, costituisce un modo arcaico per descrivere l’arte di combattimento a mani nude durante il periodo del Regno delle Ryukyu. Non è del tutto chiaro se il termine venisse usato per riferirsi all’uso del pugno (per combattere) o fosse un termine collettivo usato per descrivere tutti gli aspetti dell’arte a mano vuota (vale a dire colpi, kata, lotta, ecc…). Il carattere viene pronunciato Te in giapponese e Di o Ti in Uchinaguchi, il linguaggio delle Ryukyu.
Il terzo carattere, nella prima grafia (術), significa tecnica o, ancora meglio, “arte”. Talvolta erroneamente scritto/pronunciato come “jitsu” (giorno), il carattere deve essere correttamente traslitterato/pronunciato come “jutsu”. In contrapposizione alla controparte moderna, do/道, le arti basate sul concetto di jutsu tendono ad essere maggiormente focalizzate sull’applicazione che sullo “sviluppo del carattere”.
Sebbene l’uso di questa grafia per scrivere Karate-jutsu [唐手術/anche Toute-jutsu e Toudi-jutsu] possa risalire ai tempi di Matsumura Sokon (1809-1899), per quanto ne sappiamo apparve per iscritto per la prima volta solo nell’ottobre del 1908 ad opera di un suo allievo, Itosu Anko (1832-1915).
Definizione della seconda grafia. Il primo carattere della seconda grafia (空), significa vuoto (può avere anche il significato di "Cielo" ed essere pronunciato "Sora") e per quanto sia stato usato per la prima volta nella pubblicazione del 1905 “Karate Kumite” (空手組手/Combattimento a mani nude) di Hanashiro Chomo (1869-1945) non venne utilizzato come nome ufficiale per descrivere questa tradizione fino al dicembre del 1933, quando il Dai Nippon Butokukai (大日本武徳会) lo approvò come designazione dell’arte divenuta parte del moderno Budo (武道) Giapponese.
Il secondo carattere è già stato definito (vedi sopra).
Il terzo carattere della seconda grafia (道) significa “via”, “percorso”, “strada” o più genericamente “dottrina” o “principio”. Basato sulla filosofia cinese del Tao (Dao/道), è un concetto metafisico che richiama l’essenza primordiale o la natura fondamentale dell’universo."

L.V.
 
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